10 CONSIGLI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI NELLE AZIENDE AGRICOLE

1)    La valutazione dei rischi deve essere eseguita consultando tutti i lavoratori, con riferimento alle specifiche mansioni e agli specifici rischi cui sono esposti, eseguendo una stima dell’esposizione a tali rischi.

2)    All’ interno dell’azienda i pericoli per i lavoratori possono essere molteplici: proprio per questo motivo una corretta valutazione dei rischi non si può ridurre all’analisi delle attrezzature, ma deve essere estesa anche a tutte le strutture e aree di lavoro, di sosta e di passaggio.

3)    I lavoratori durante il periodo lavorativo possono essere esposti a numerosi agenti potenzialmente nocivi per la salute: agenti chimici, agenti cancerogeni,
agenti biologici, rumore, vibrazioni, radiazioni ionizzanti, radiazioni non ionizzanti.
La valutazione deve essere effettuata anche su alcuni fattori riguardanti l’ambiente di lavoro: illuminazione, ventilazione industriale, climatizzazione locali di lavoro, microclima termico.
Infine, la salute del lavoratore può essere messa a rischio da alcune caratteristiche delle mansioni svolte: carico di lavoro fisico, carico di lavoro mentale, lavoro ai video terminali.

4)    I rischi possono provenire anche da problemi organizzativi e gestionali, come ad esempio una poco corretta organizzazione del lavoro e una scarsa
attenzione alla pianificazione di compiti, funzioni e responsabilità.
Occorre quindi valutare la pianificazione e il controllo dei ritmi di lavoro, la corretta effettuazione delle attività di formazione e informazione, il grado di partecipazione dei lavoratori ai processi decisionali e organizzativi dell’azienda, le modalità di esecuzione delle manutenzione, il corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale, le procedure di emergenza, pronto soccorso e sorveglianza sanitaria.

5)    All’ interno dell’azienda i pericoli per i lavoratori possono essere molteplici: proprio per questo motivo una corretta valutazione dei rischi non si può ridurre all’analisi delle attrezzature, ma deve essere estesa anche a tutte le strutture e aree di lavoro, di sosta e di passaggio.

6)    Nel DVR, particolare attenzione deve essere posta nei confronti dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) che, di fatto, hanno la funzione di proteggere i lavoratori dai rischi non eliminabili in altro modo.

7)    Poni particolare attenzione ai pericoli connessi all’utilizzo delle attrezzature,analizzando ogni singolo componente sia nella fase operativa che durante le attività di manutenzione.

8)    Aggiorniamo annualmente il DVR, una qualsiasi “modifica” all’interno
dell’azienda può portare a una variazione – migliorativa o peggiorativa – dei pericoli e dei rischi.

9)    Poniamo grande attenzione alla valutazione rischio incendio e programmiamo interventi per ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio
vie di fuga e uscite di emergenza, per garantire il veloce e sicuro “esodo” dei lavoratori in caso di incendio
sistemi di rapida segnalazione degli incendi, per permettere un allarme il più immediato possibile
sistemi di estinzione degli incendi
procedure per garantire, nel tempo, la piena efficienza dei sistemi di segnalazione, allarme ed estinzione degli incendi

10)    Controlliamo i documenti richiesti per essere a norma con la sicurezza del lavoro  e verifichiamo la corretta manutenzione degli impianti e delle attrezzature

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I rischi nelle attività di potatura, piantumazione e raccolta

Sono diverse le attività agricole, ad esempio in relazione alla potatura e piantumazione di alberi da frutto o alla coltivazioni di frutti da bosco, che possono presentare rischi da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.
Per raccogliere alcune informazioni sui rischi e sugli interventi di prevenzione nelle attività di potatura e piantumazione di alberi da frutto o di raccolta dei frutti, è possibile soffermarsi su alcune schede contenuta nella monografia Inail dal titolo “ Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura”.

Le schede raccolte nella presente monografia si prefiggono l’obiettivo di fornire utili indicazioni “al fine di individuare, fra le diverse lavorazioni svolte, quelle responsabili di esporre i lavoratori al rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori”. Tuttavia ricordiamo che le schede “non rappresentano uno strumento ‘fai da te”’ per la valutazione del rischio da sovraccarico”. Inoltre non solo i dati contenuti nelle schede “non possono sostituire l’osservazione diretta delle lavorazioni svolte e la consultazione dei lavoratori sulle prassi di lavoro”, ma i valori riportati nelle schede (ad esempio i punteggi previsti dalla Checklist OCRA) sono “validi se riferiti esclusivamente alle condizioni lavorative descritte nelle schede stesse”.

Scheda 1 – Potatura invernale vite con forbici manuali
In questa attività l’operatore procede alla “potatura delle viti disposte in filari, tramite l’utilizzo di forbici manuali con presenza di molla di ritorno”. Generalmente la potatura invernale in vigneto viene portata a termine nel mese di marzo, “sfruttando le giornate meteorologicamente favorevoli, in numero direttamente correlabile all’estensione del vigneto ed anche al numero di operatori presenti. Ne consegue di norma, la necessità di dedicare a tale compito l’intera giornata lavorativa”.
Dopo aver descritto nel dettaglio i fattori di rischio e indicato un rischio medio per attività di 8 ore, si suggerisce di “procedere ad una pre-potatura meccanica dei filari al fine dell’eliminazione dei rami posti ad altezza superiore a 1.30 – 1.50 m, in modo che l’operatore non sia costretto a lavorare (per tempistiche variabili) con le mani poste al di sopra delle spalle o addirittura del capo. Idoneo l’uso di forbici ergonomiche con molla di ritorno”.

Scheda 2 – Potatura invernale albicocco con forbici elettroniche
In questo caso l’operatore procede alla potatura delle piante di albicocco tramite l’utilizzo di forbici elettroniche “corredate di bretella porta batteria a spalla”.
In questo caso in relazione al “mantenimento (azione tecnica statica prevalente) delle forbici con l’arto dx per tutto il ciclo, alla “presenza di stereotipia elevata a carico di entrambi gli arti”, alla necessaria applicazione di forza di grado lieve, alle particolari posture necessarie è indicato un rischio elevato per adibizioni, per attività uguali o superiori a 4h.
Per la potatura invernale degli albicocchi, portata a termine nel tardo inverno/inizio primavera, “è possibile, ai fini prevenzionali, procedere su due livelli d’azione:
-miglioramento delle caratteristiche del frutteto: “attuare interventi sulla coltura con la limitazione in altezza delle piante, favorendo al contempo l’allargamento della chioma e disponendo le piante stesse a distanza opportuna e possibilmente su fondi non in pendenza, così da facilitare l’operatore nella fase di potatura”;
-introduzione di adeguati utensili: “idoneo l’uso di forbici elettroniche di facile e pratico utilizzo, di dimensioni e peso contenuti, al fine di annullare l’applicazione di forza. Auspicabile l’adozione di forbici montate su asta telescopica regolabile, per ridurre il carico sulle spalle”.

Scheda 3 – Raccolta mele
Anche per la raccolta mele ci può essere un rischio elevato per gli operatori. Durante tale tipologia di raccolta l’operatore provvede a:
– “raccogliere manualmente le mele al fine di deporle in una cesta appoggiata sul terreno, operando al contempo la selezione fra quelle commerciabili e le mele non commerciabili;
– trasportare la cesta sul pianale del mezzo di trasporto in uso;
– trasferire le mele dalle ceste in apposite cassette”.
Per prevenire rischi da sovraccarico biomeccanico è necessario, anche in questo caso, “attuare interventi sulla coltura con la limitazione in altezza delle piante, favorendo al contempo l’allargamento della chioma e disponendo le piante stesse a distanza opportuna e possibilmente su fondi non in pendenza, così da facilitare l’operatore nella fase di raccolta”.
Ed è bene non dimenticare che “con un’adibizione giornaliera alla suddetta attività inferiore a 4 ore, i rischi a carico dell’arto dx potrebbero anche essere di lieve entità e quelli all’arto sx di entità molto lieve/accettabile”.

Scheda 4 – Piantumazione fragole
Per la piantumazione l’operatore “procede alla zappatura del terreno con una paletta, poi riduce, con le forbici, le radichette di ciascuna piantina ed infine inserisce nel terreno queste ultime singolarmente, con l’ausilio di un’apposita forchetta”. Piantumazione che viene “portata a termine in estate, generalmente a fine luglio, sfruttando le giornate meteorologicamente favorevoli in numero direttamente correlabile all’estensione del fondo ed anche al numero di operatori presenti”.
In particolare in questa attività spesso gli operatori, “nel portare a termine il compito in esame, mantengono la postura inginocchiata/accovacciata, alzandosi in piedi solamente per spostarsi lungo il filare e per prelevare le cassette ricolme di piantine da piantumare”.
Si indica che la pacciamatura, la copertura, “con film plastico dei filari di fragole, con la disposizione a distanza opportuna delle singole piantine, oltre che incrementare la produttività, agevola l’operatore nel corretto posizionamento delle singole piantine”.
Come per la raccolta delle mele se il lavoratore è adibito giornalmente alla piantumazione delle fragole per un tempo inferiore a 4 ore, “i rischi a carico dell’arto dx potrebbero essere di entità lieve/molto lieve e quelli all’arto sx di entità molto lieve/accettabile” (dalle 6 ore in su il rischio è elevato).

Scheda 5 – Raccolta fragole
In questo caso l’operatore “procede manualmente alla raccolta delle fragole, operando la selezione fra quelle commerciabili e le fragole non commerciabili. Le fragole raccolte vengono poste in appositi contenitori di plastica (600 – 800 g di peso ciascuno, a pieno carico), a loro volta posizionati in cassette (n. 10 contenitori a cassetta)”. Anche in questo caso gli operatori, nel portare a termine la raccolta, “mantengono la postura inginocchiata/accovacciata, alzandosi in piedi solamente per spostarsi lungo il filare e per posizionare i contenitori in plastica. Nel ciclo lavorativo analizzato non è stata considerata la movimentazione delle cassette dal mezzo in uso al fondo e viceversa”.
Valgono gli stessi interventi di prevenzione visti per la fase di piantumazione. In questo caso si arriva ad un rischio elevato se l’operatore è adibito alla raccolta per almeno otto ore (rischio medio, per l’arto dx da 4h in su).

Contarp Inail, “ Schede di rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori nei comparti della piccola industria, dell’artigianato e dell’agricoltura”, edizione 2012, pubblicazione realizzata da Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione (Contarp) di Direzione Regionale Marche, Direzione Regionale Liguria, Direzione Regionale Toscana;  Autori: Ugo Caselli, Chiara Breschi, Raffaella Compagnoni, Marina Mameli, Eleonora Mastrominico, Daniela Sarto con la collaborazione di Silvia Mochi (formato PDF, 3.67 MB).

Fonte: Puntosicuro.it

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